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domenica 1 agosto 2010   
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  issue #12 december 09    

DDMAGAZINE Dicembre ’09

Last but not least

 

 

 

 http://ddmagazine.it/2009/numeri.2009/12dec/12dic.html

 


DDmagazine ha  tre anni. E’ apparso la prima volta nel 2007. Ha continuato nel 2008, e ancora nel 2009. Oggi è diventato un giornale registrato. A chi gli domanda “Da dove vieni? “ rispondiamo :“Da un’idea.”

DDMagazine è on line con il numero di dicembre 2009 “Last but not least”. La nostra idea continua.

 

DDmagazine has three years. First number appeared in 2007. Continued in 2008 and again in 2009. Today it has become a newspaper registered. To those who question "Where are you from? we answers: "From an idea."
DDMagazine is on line with the December 2009 "Last but not least.

Our vision continues.

 

Al suo interno:
Inside:

Elisabetta Ronchi /Italy (Details)

Elly Prestegaard / Norway,Bergen (Works)

Wes Wempel / / USA,California (Tied to the past)

 

Martin Wittfooth / USA,Brooklin,NY (Painting)

 

David De La Heras /Spain, Bilbao (works)

Roberto Cenci, Italy (works)

   
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  issue #11 november 09    

mprescindibile per secoli, la querelle uomo-natura-arte è una vicenda degna di una interminabile soap. Pro o contro, volente o nolente, l’artista ha sempre covato nella sua ombra il lunatico timore che la sua creazione non regga al confronto con la “grande madre”. Molti hanno preso debite distanze, altri la riscoprono solo adesso, altri ancora non l’hanno mai abbandonata. Il confronto non finisce qua…  

E’ online DDMAGAZINE Novembre ’09

Rapturous Nature

 

 

 

http://www.ddmagazine.it/2009/numeri.2009/11nov/11nov.html


Al suo interno:


Nanni Spano (Metamorphosis):
L’alta definizione e la modalità macro che investigano i dettagli e le trame di alghe, cortecce, pietre e foglie sono penetrate inaspettatamente da altri mondi di immagini con sintesi violenta e classica nel contempo. Mentre crediamo che l’immagine sia limpida e ferma come cristallo e risponda al nostro piacere visivo, l’artista ne contamina e mescola gli elementi di senso insinuando l’inquietudine di una impossibile inalterabilità. (G. Carbi)


Dan May (Illustrations):
Ad essere illustrata è un’Arcadia fiabesca, popolata da ninfe belle e satiri bestie, infanzia evanescente, insetti. Poesia malinconica illuminata magistralmente dal di dentro.

Heiko Muller (Drawing/Mixed Media/Oil):

Attraverso un uso spregiudicato della sovrapposizione stilistica assistiamo a una interessantissima mediazione tra mezzo espressivo, dato naturale, l’illustrazione e la fotografia, richiami Pop e schizzi Action il tutto per dar vita a un’iconografia potente ed immediata volta al confronto di natura e storia.

Scott G.Brooks (Painting):

Ben lontana dall’essere gratuita, ecco l’ennesima violenza all’ “american dream”, e insieme, ben lontano dal palesarsi come copiatura, l’ennesimo omaggio all’arte rinascimentale. Le deformità si legittimano da sole con sguardi sicuri di inquietante benessere, la distorsione si offre sorridente all’occhio che guarda. E se il mondo fosse proprio questo?

De Becker (Into the wild):

Un’intuizione fenomenale la trasposizione del soggetto urbano nel dato naturale, a provocare uno spaesamento grottesco ma non solo… La gamma di sensazioni offerta da queste immagini è indice di un’indagine relazionale tra uomo e natura che è ancora tutta da scoprire.



The quarrel between man, nature and art, Unavoidable down the centuries, is a matter worthy an endless soap-opera. For or against, willing or not, the artist has always brood in his own shadow over the lunatic terror for the fact that his creation wouldn't have bear the comparison with Mother Earth. Many took their distance, other ridiscover her right now, some did never abandon her. The confrontation's just begun...


DAYDREAMING MAGAZINE Novembre 2009 ONLINE

Rapturous Nature

http://www.ddmagazine.it/2009/numeri.2009/11nov/11nov.html


Inside:

Nanni Spano (Metamorphosis):

High definition and macro modality investigating on details and texture of algas, of cortex, on stones and leaves, have unattendedly penetrated from other image-worlds with a violent meanwhile classical synthesis. While we're expecting the image to be clear and still like crystal, meeting our visual pleasure, the artist contaminates and melts its elements and sense, slipping in the disquiet for an impossible unalterability- (G. Carbi)

Dan May (Illustrations):
A fairy Arcadia is being illustrated, populated with Beauty-nymphs and Beast-satyrs, fainting infancy and insects. Melancholic poetry enlighted masterfully from the inside.

Heiko Muller (Drawing/Mixed Media/Oil):

Through an unconventional use of stylistic sovrapposition, the artist lets us attend a very interesting mediation between the expressive medium and the natural datum, between illustration and photography, between Pop echoes and Action paintings, breathing life into a powerful and immediate iconography confronting nature and history.

Scott G.Brooks (Painting):

Here's the umpteenth violence to the american dream, far from being gratuitous, together with the umpteenth homage to renaissance art, far from being imitation. Deformities legitimates themselves with confident looks of disquieting wellbeing; distortion meets smiling our eye. What if the world was this?

De Becker ( Into the wild):

The transposition of the urban subject in the natural datum, fundamental intuition, provokes a grotesque disorientation, but not only... the gamut of sensations provided by these images indicates a relational investigation between man and nature that is far from being unveiled.
   
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 issue #10 october 09    

Ogni futuro sognato è un futuro possibile, anche quello passato. Il Futurismo compie cent’anni, ma offre ancora spunti di grande interesse, posto in dialogo con la contemporaneità, mentre i mondi virtuali cedono al fascino del passato. I confini dello spazio e del tempo sono sempre più labili, come in un sogno.

E’ online DAYDREAMING MAGAZINE #10 year 3 – Ottobre ‘09

FUTURE AGAIN

 

 

Al suo interno:

PierPaolo Koss (Italia): Una serie di scatti a testimonianza dell’intenso lavoro di riscoperta e assimilazione dell’estetica e dell’arte futurista da parte di un performer e artista visivo al quale DDMagazine ha già dedicato un numero speciale: http://www.ddmagazine.it/2007/numero7/numero_7.htm

Khaled El Mays (U.S.A): Panorami fotografici di un’America urbana esplosa e ricomposta attraverso l’arte digitale.

Alan Godineau (Francia): Il futuro surreale ed inquietante dell’umanità tra mutazioni e ologrammi , attraverso ricomposizioni visionarie ma non prive di richiami all’arte del passato.

Bark Aabye (Second Life): Il reportage nella Seconda Vita: Lo spazio geodigitale esplorato e catturato in poetiche immagini futuretrò.

Il DDmagazine è una produzione della associazione culturale Daydreaming Project
registrata presso il tribunale di Trieste n. 1201 dal 18 settembre 2009.
Sul portale dell’ associazione alla rubrica schizzi d’ inchiostro potrete leggere la newsletter del neo direttore Emanele Budroni.
http://nuke.daydreamingproject.com/schizzidinchiostro/tabid/123/language/it-IT/Default.aspx


 

Every dreamed future is possible, the past one too.

Futurism is centenarian, but still full of interesting suggestions in connection with contemporarneity, meanwhile virtual worlds surrend to far past fascinations. The boundaries of Space and Time get more and more blurry, like in a dream.


online now DAYDREAMING MAGAZINE #10 year 3 – Ottobre ‘09

http://ddmagazine.it/2009/numeri.2009/10oct/10oct.html

FUTURE AGAIN

featuring:

PierPaolo Koss (Italy):
A snapshot series witnessing the hard work to rediscover and assimilate the futuristic aesthetic and art from a performer and visual artist whom dd has already dedicated a special issue to!

Khaled El Mais (U.S.A.)

Photo-graphic landscapes from an urban America exploded and recomposed thanks to digital art

Alan Godineau (France)
Surrealistic and disquieting future of a humanity between mutations and holograms, through recompositions that are visionary but still radicated in the past.

Bark Aabye (Second Life)
Reportage in Second Life: geodigital space explored and captured in poetic “futuretro” images.

   
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 Issue #9 september 2009    

SETTEMBRE 09 "NO FEAR OF CHANGE"

E’ online il numero di settembre del Daydreaming Magazine “NO FEAR OF CHANGE”, interamente dedicato alla fotografia.  

Questa uscita presenta lavori di Tommaso Lizzul, HOTB, Sinsong, Wayne Liu e Denise Alba.

Tommaso Lizzul e HOTB saranno presenti nei nostri spazi espositivi (Metrokubo e Knulp) con le rispettive mostre all’interno della rassegna “Triestèfotografia”, organizzata dall’ Associazione Culturale Juliet e ormai giunta alla sua 5a edizione.

 


“No fear of change” racconta il piacere della metamorfosi, l’emozione del passaggio che consente di cambiare pelle senza tradire la propria essenza, continuando a sognare a occhi aperti.

Al suo interno:
 
TOMMASO LIZZUL (Ita)
onthesofa_

Originalità significa essere te stesso e crederci. Onthesofa tratta dell'originalità. In questo progetto il set è composto da un sipario di velluto rosso e un divano di pelle nera. l'inquadratura rimane la stessa così come le luci.
Quello che cambia sono i soggetti sul divano. Ogni personaggio esprime la propria originalità.(T. Lizzul)
 
HOTB (Ita)
Is anybody home?

HOTB compone figure, là dove altri nei secoli hanno costruito sistemi filosofici, o si sono tormentati sulla persistenza del male, e hanno scritto volumi sulla crudeltà…
HOTB con la sua provocazione ci aiuta a sentire quanto è viva la nostra coscienza televisiva, adorna di immagini pubblicitarie, dove c'è sempre casa, ovunque nel mondo e in qualsiasi malaugurata situazione, basta avere il fusillo in tasca…
In HOTB un'umanità genitale e a tratti pornografica interpreta una sgangherata pulsione di vita, mentre neri telefoni disseminati, come ruderi in un paesaggio romantico, sono in attesa di una chiamata…(patrizia miliani)
 
SINSONG (NYC, Singapore)
Portrait

“Gli uomini sono stronzi ovunque, e le donne non è che siano poi molto meglio, ma almeno sono carine”. La sentenza è precisa, tagliente, inesorabile, e sembra non permettere repliche. Tensione erotica e satira sociale si mescolano nelle immagini patinate e sature di colori disegnate dalla macchina fotografica di questa disincantata artista cosmopolita che vive a cavallo tra Stati Uniti, China e Singapore, “tanto il mondo è uguale dappertutto”.
 
WAYNE LIU (Usa)
Haunted

Presenze soprannaturali in bianco e nero che emergono dalla pellicole fotografiche, solo lievemente nascoste da doppie esposizioni che ne sottolineano il carattere ansiogeno. Sono le figure sovrapposte e confuse che nascono dall’obbiettivo “infestato” e notturno di Wayne Liu.
 
DENISE ALBA (Bra)
My Complex Parallel Universe

Immagini surreali e surrealiste, composte strizzando l’occhio ai grandi dell’arte del novecento e al mondo delle favole, reinterpretando alternativamente ma senza soluzione di continuità Modigliani e il gatto con gli stivali, Dalì e Cappuccetto Rosso, Magritte e Biancaneve.

 


 
The September issue of Daydreaming Magazine,
“NO FEAR OF CHANGE”,
entirely dedicated to art photography,  is now available online. This number presents works by Tommaso Lizzul, HOTB, Sinsong, Wayne Liu e Denise Alba.
Tommaso Lizzul’s and HOTB’s works will be in exhibition in our showrooms.

http://ddmagazine.it/2009/numeri.2009/09set/09set.html

 

“No fear of change”  is about the pleasure of metamorphosis, the emotion of  transition, which let the skin change without betraying our very own essence, daydreaming as always.
 
 
Inside:

TOMMASO LIZZUL (Ita)
Onthesofa_

Originality means being yourself and believing in yourself. Onthesofa is about originality. in my project the setting consists of a red velvet sheet curtain and a black leather sofa. The frame remains the same, the lighting remains the same, what changes are the subjects on the sofa. Every subject expresses his own originality.  
 
HOTB (Ita)
 Is anybody home?

HOTB composes figures where other people, in past centuries, had made Phylosophical systems, or had been hunted by the evil persistance, writing books on cruelty.
HOTB with his provocation helps us to feel how alive and adorned by commercial images is our televisive conscience.
In HOTB a genital and sometimes pornographic humanity interprets an unhinged life pulsion, while black phones, disseminated like ruins in a romantic landscape, rest, waiting for a call.
 
SINSONG (NYC, Singapore)
Portraits

“Men are assholes everywhere, and girls aren’t that much better either. But at least they are pretty”. The sentence is clear like a sharp blade,  inexorable, and seems to consent no objections. Erotic tension and social satire are mixed in the saturated by color images drawn by the camera of this disenchanted and cosmopolitan artist who lives across United States, China and Singapore, because “they are basically the same”.
 
WAYNE LIU (Usa)
Haunted

Supernatural black and white presences emerging from camera films, veiled by double exposition that underlines its anxiogenic nature. These are the superimposed and confused images born from “haunted” and nocturnal Wayne Liu’s photographic lenses.
 
 
DENISE ALBA (Bra)
My Complex Parallel Universe

Surreal and surrealistic images, composed winking to the greatest artists of the twentieth century and to the world of tales, reinterpreting alternately, but without a real fracture, Modigliani and Puss in Boots, Dalì and Little Red Riding Hood, Magritte and Snow White.
   
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  issue #8 August 2009    
 DAYDREAMING MAGAZINE   - AGOSTO 09

COLORS AND SHADOWS

Al suo interno:

 

Simone Stefanini SIX STUDIO (Italy)
Propone una serie di drammatici ritratti femminili digital art da Second Life ottimamente rielaborati attraverso testurizzazioni e sapienti sfumature. Cosa c’è aldilà della seconda vita?

 

Lou Patrou (U.S.A)
Dal vasto catalogo di “faces and forms” una sfida di visioni tra cromia e grafia dove a non essere mai sconfitta è l’eccellenza.

Edoardo Veneziano (Italy)
Il corpo umano si dissolve nella materia pittorica ed il cielo e la natura implodono in tonalità profonde ed espressive

 

Jason Limon (U.S.A)
Sorprendente come la “grottesca” rinascimentale, che sembra rianimarsi per dare vita e dimensione a un decorativismo del tutto contemporaneo. Una selezione dell’arte grafica di Limon da Los Angeles.

 

Robert Steven Connett (U.S.A)
Echi psichedelici e horror vacui. Un viaggio attraverso mondi in cui micro e macro, interiore e remoto collidono in visioni in qualche maniera trascendenti.


DAYDREAMING MAGAZINE   - AUGUST 09

COLORS AND SHADOWS

hosting:
Simone Stefanini, SIX STUDIO (Italy)

He proposes a seies of dramatic female portraits; digital art from Second Life, excellently post-processed, with elegant textures and skillful shading. What's beyond our second life?

Lou Patrou (U.S.A)
From the vast cataogue of “forms and faces”, a duel of visions between colour and sign where the sublime is ever-winning.

 

Edoardo Veneziano (Italy)
The human body dissolves into pictorial matter and skies and nature implode with deep and expressive tones.

 

Jason Limon (U.S.A)
Surprising as the renaissance “grotesque”, which seems to resurrect to give birth and dimension to a new cotemporary decorativism. A selection from the graphic art of Limon, from Los Angeles.

 

Robert Steven Connett (U.S.A)
Psychedelic echoes and horror vacui. A trip through world where micro and macro, interior and distant, collide in somehow trascendent visions.

   
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 issue #7 July 2009    

L’ipotesi di fare della propria diversità e peculiarità il seme dal quale genera e matura il frutto creativo è sogno e viaggio di tanta arte contemporanea. Ed ogni viaggio procede, passo dopo passo, insieme forse, per tratti brevi o lunghi, ma fondamentalmente soli.

DAYDREAMING MAGAZINE July09

STEP BY STEP

http://www.ddmagazine.it/2009/numeri.2009/07jul/07jul.html

Al suo interno:

Sebastian Bages (Colombia)

Nelle illustrazioni di Bages si nascondono portali per altri mondi. Spiriti guida, creature dal corpo difforme o evanescente penetrano nel quotidiano dei personaggi e lo permeano di magia… Ma forse la magia qui evocata sta semplicemente, e genialmente, nel dare corpo a una emozione, ad un sogno, un pensiero.

Davey Jones (USA) & Dayvid LeMmon (USA)
In collaborazione con Strychnin Gallery Berlin and Perihelion
www.strychnin.com

Davey Jones and Dayvid LeMmon sono due artisti americani che si avvalgono del mezzo della fotografia per raggiungere stupore attraverso post-produzione e fotomanipolazione digitale: mentre i lavori di Jones ci portano direttamente sul set adrenalinico d'un film d'azione, l'opera di LeMon è reminescente e monocroma, come le acqueforti dei grandi maestri o, per tornare al paragone con il cinema, come i film di Bergman


Ken Keirns (USA)

Chi sono le donne pericolose ritratte nei brillanti dipinti di Keirns? Forse è sempre la stessa, che ironicamente posa a volte accanto ad una scimmia (maschio) o semi-nascondendo armi o veleni di vario genere? Forse non ci sarà dato conoscerne l’identità… ma ne è ben chiara l’intenzione!

PRIDE!

Una doppia documentazione fotografica dello svolgersi contemporaneo di due GayPride nazionali: Genova, in Italia, e Ljubljana in Slovenia. Attraverso i volti e i percorsi che si snodano nelle vie delle città, i protagonisti riaffermano con gioia e consapevolezza l’importanza di salvaguardare l’identità propria di ogni essere umano a fronte di qualsiasi conflitto. Reportage fotografico di Paola Castellan, Sergio Pancaldi e Christiana Viola.

 
www.ddmagazine.it



the aim of turning our own diversity and peculiarity into a seed generating and growing creative fruits is dream and journey for much of the contemporary art. Each journey takes us one step after another, maybe in good company, for few miles or more, but basically alone.

 

DAYDREAMING MAGAZINE July09
STEP BY STEP

http://www.ddmagazine.it/2009/numeri.2009/07jul/07jul.html

 

inside:

Sebastian Bages (Colombia)

portals that leads to other worlds are hidden in Barges' illustrations. Guiding spirits, creatures with odd or evanescent bodie penetrate the ordinary imbueing it with magic... a magic that's simply but brillianlty giving body to an emotion, a dream, a thought.

Davey Jones (USA) & Dayvid LeMmon (USA)
In collaboration with Strychnin Gallery Berlin and Perihelion.
www.strychnin.com

Davey Jones and Dayvid LeMmon are two American artists working with the medium of photography. Through digital manipulation and post production, both achieve stunning effects: While Jones' work takes you straight into an action-packed movie set, LeMmon's work is reminiscent of monochromatic etchings of the Old Masters – or movies by Ingmar Bergmann.

Ken Keirns (USA)

Who are those dangerous ladies portrayed in the lucid paintings of Ken Keirns (USA)

 

Maybe the one posing ironically with a (male) monkey is the same who's half-hiding weapons or various venoms here and there... Maybe we'll never know her identity, but her intentions are clear!

PRIDE!

A double documentation following two different national GayPride: the italian one, in Genova, and the Slovenian, held in Ljubljana. Through faces and city streets, people reaffirming and confirming with joy and consciousness the importance of safeguarding the personal identity of every human being at any cost. A photoreportage by Paola Castellan, Sergio Pancaldi and Christiana Viola.
   
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 issue #6 June 2009    

Dove sono i luoghi della creazione nell’arte? Dove ci estraniamo quando vogliamo comporre? Dove sono e che aspetto hanno i nostri inferni, purgatori e paradisi? I nostri viaggi, che rotte tracciano? E verso quali destinazioni sognate ad occhi aperti ci conducono? Chi vogliamo andare ad incontrare?

 

DAYDREAMING MAGAZINE June09 
“IN YOUR ABSENCE”

http://www.ddmagazine.it/2009/numeri.2009/06jun/06jun.html

 

Al suo interno:

Guglielmo Manenti (Italy)

Con Bloomsday, una serie di illustrazioni tratte dall’”Ulisse” di James Joyce, Manenti ritorna a Trieste per una nuova collaborazione con DDProject. A lui, e alla sua traduzione in immagini di frammenti di stream of consciousness, il magazine dedica copertina e apertura.   

 

Tim Lowly (U.S.A)

Pittore, fotografo, curatore e insegnante, Tim Lowly con “What we know in part” ci presenta una galleria di immagini pregne di straordinaria  capacità evocativa, trattenuta a stento dall’apparente sobrietà delle sue composizioni che attingono direttamente alla ricerca di un senso e di un significato dell’esistenza.

 

Chris Rain (Italy)

Simboli di costellazioni private si intersecano a squarci di infinito. Micro e macrocosmo si fondono poeticamente sotto il segno della caducità e dell’inconsapevole, silenzioso, scorrere del tempo. Le fotografie analogiche di Rain, manipolate in camera oscura come in un antro alchemico parlano dell’esistenza come fuga dal silenzio, verso altri silenzi 

 

Javier S. Sanudo/Frodo47 (Mexico)

E’ istintuale, umorale. Narra di morte, distruzione ed autodistruzione… e tuttavia è estremamente viva e potente la sintesi artistica di sensualità e violenza, orrore e fascino nelle immagini di Sanudo. Ma ancor meglio si esprime l’artista riguardo a sé stesso:

“Il miglior modo di descrivere la mia fotografia è semplice: trovare la bellezza nell’oscurità”.

 

Davide Garbuggio (Italy)

Le sue figure prendono le distanze dall’accademismo pittorico, che rimanda ad un passato onnipresente, e ciò accade quasi in punta di piedi, portando avanti una sottile e quanto mai accurata analisi di gesto ed espressione, messaggeri di un sentire più moderno e comunicativo.

 


where are the spaces for creation in art? where do we go when we want to compose? where are our heavens, our purgatories, our hells and how do they look like? which routes do our journeys track? towards which daydreamt destinations do those journeys lead? who do we want to meet?

 
"IN YOUR ABSENCE"
current issue of DAYDREAMING MAGAZINE, is online!

http://www.ddmagazine.it/2009/numeri.2009/06jun/06jun.html

inside:

Guglielmo Manenti (Italy)

with Bloomsday, a series of illustrations inspired byjames Joyce's Ulysses, Manenti's back in Trieste to start a new collaboration with DDProject. Cover and opening are dedicated to his personal image-translation for fragments of Joyce's "stream of consciousness".

 

Tim Lowly (U.S.A)

painter, photographer, curator and teacher, Tim Lowly presents "We know in part" a gallery filled with images saturated with evocative power that's hardly embanked by the apparent sobriety of his compositions and rooted directly in a pursue of the meaning of existence.

 

Chris Rain (Italy)

symbols for private constellations intersect rips of infinity. Macro- and micro-cosmos poetically blend under the sign of frailty, the sign of the unconscious, silent flowing of time. The analogical photograpy of Rain, manipulated in a dark chamber become alchemical antrum, speaks of life as an escape from silence towards another silence.

 

Javier S. Sanudo/Frodo47 (Mexico)

It's instinctual, humoral; talks of death, destruction and self-destruction, but it's extremely powerful and lively it's the artistic synthesis of violence and sensuality, horror and charm we grasp in the images of Sanudo. The best way of describing my photography is simple: find the beauty into darkness" he says.

 

Davide Garbuggio (Italy)

His figures draw off pictorial academicism reminding of an omnipresent past, almost tippy-toeing, bringing forth an accurate and subtle analysis of gesture and expression as couriers of a more modern and communicative feel.

 

   
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  issue#5 May2009    

 DAYDREAMING MAGAZINE MAY 2009 "This is Life"
http://www.ddmagazine.it/2009/numeri.2009/05may/05may.html

 

 

 Diventa corale la necessità sempre più impellente di esistere per
raccontare e raccontarsi
E' in questo groviglio vitale, che linguaggi di artisti differenti si
intrecciano.

Al suo interno:

Nur Moo (Second Life)
Il corpo proteiforme dell' artista diventa texture, sulla quale incidere
brani di poesia tinteggiati di pura luce.

Yves Lecoq (Francia)
…chi è Mad Bunny?

Rodolphe Simeon (Francia)
Un monito che suona sinistro come una profezia: e si mette in scena la
danse macabre degli avatar, forse per auspicarne un'esistenza ancor
più vera…

Jim Rowe (Canada)
La narrazione che sconfina in territori dimenticati…... lo sguardo leggero
di vita vissuta a donare corpo e concretezza alle nuove correnti
pittoriche d'oltreoceano…... adesso è già un album dei ricordi.


This is Life, the latest release of DAYDREAMING MAGAZINE, is now online!
http://www.ddmagazine.it/2009/numeri.2009/05may/05may.html

The urge to exist in order to realte becomes choral.
The languages of different artists melt in this vital tangle.

Nur Moo (Second Life)
the protean artist's body becomes texture, etched with pieces of
poerty purely lightwashed.

Yves Lecoq (Francia)
..who is Mad Bunny?


Rodolphe Simeon (Francia)
A sinister warning sounds like a profecy: the danse macebre of
avatars is on-stage, maybe hoping for a truer existence...

Jim Rowe (Canada)
Narration trespasses to forgotten lands... the light sight of real life
gives substance to the new pictorial overseas currents... now is
already strolling down memory lane.


POETIK'S LIFE
Nur Moo
di Gabriel Pannotia 

   

 Aspetto Nur Moo nel suo regno, il PoetiK, seduto ad un semplice tavolo in legno bianco accanto ad un albero argenteo dal fogliame nero e brillante di innumerevoli gocce di luce.

Il tappeto sonoro di elegante elettronica da ascolto si armonizza perfettamente con il paesaggio fatto di colline ondulate rivestite di soffici strisce di maglia, e conche liquide.

E' uno dei tanti scorci da ammirare in questa "sim", frutto della collaborazione di più menti creative che agitano questa Seconda Vita...

L’ “avatar” Nur Moo si presenta in una skin “cyberglam” se mi si concede il termine: alcune trasparenze create ad hoc in punti precisi del corpo ne mettono in evidenza i circuiti interni. Come sempre, è accompagnata da Juju Dollinger, suo partner artistico in più di un progetto. Ci accomodiamo.

 

Gabriel Pannotia: Uno splendido avatar ha fatto irruzione tra gli artisti pubblicati nel DDmagazine con un tag tra parentesi che recita Second Life…

 

Nur Moo: awww thanx… sono io ? ahahah

 

GP: La cosa ha suscitato immediatamente ampi consensi, anche a prescindere dall'evidente qualità del tuo lavoro...

A quanto pare c'è molta voglia di nuovi mondi da scoprire... raccontaci il nostro...Second Life vista da Nur Moo

 

NM: Quando ho scoperto SL (Second Life), due anni fa per caso, perchè ne avevo letto su un giornale di videogiochi, sono letteralmente "impazzita"… nel senso che le possibilità creative di questo network mi hanno subito "catch". Quello che mi piace dei mondi virtuali è la libertà creativa e la qualità che si puo raggiungere anche disponendo di mezzi semplici

 

GP: Da questo punto di vista SL offre opportunità difficilmente riscontrabili altrove...

 

NM: Si, infatti… dalla costruzione dell'avatar alla creazione di immagini digitali che altrimenti necessiterebbero di software e conoscenze di programmi. Qui esiste una libertà creativa enorme con la grande possibilità di condividere questi "events" in tempo reale con tantissime persone sul pianeta

 

GP: A questo proposito...concetti come libertà e costrizione in SL sono gli stessi ai quali si è abituati in RL (Real Life)?

 

NM: Sino ad ora no. Second Life è piu libera, anzi, in SL ho sentito ancora questo freedom feeling che in RL non esiste più. Qui le persone possono scegliere il sesso, il genere, la specie, l'età, cosa vogliono essere, questo è molto importante e in alcuni casi quasi "terapeutico". L'avatar è un’importante espressione delle persone…

 

GP: Le implicazioni dell'avatar sono senz'altro molteplici…

 

NM: è come se esteriorizzassero la loro interiorità, i loro sogni, l'aggressività, ecc… E’ una forma d'arte importante ed è per questo che mi dispiace che ora ci sia in atto una "normalizzazione" degli avatar con vestiti come nella realtà ecc… Quello che cerco sempre, anche nel mio lavoro, è usare questa enorme possibilità di espressione creativa… diventare "arte". Ad esempio guarda la skin che ho oggi, è di Alpha Auer, una delle migliori artiste di SL. Lei lavora benissimo su questo concetto e crea sempre art objects interattivi con gli avatars…

 

GP: L'avatar si impone come nuovo centro focale di espressione del “Sé”… ma ancora si muove in ambiti più o meno fortemente circoscritti... Il passo successivo pare sia la costruzione di passaggi che permettano l'esistenza dello stesso avatar in vari contesti:

Per quanto ne so Nur Moo a tutt'oggi non opera solo in SL...

 

NM: Si, la connessione tra SL e Flickr è molto importante. Permette la condivisione del lavoro ,anche con chi non vive in SL. Molti sono incuriositi dalle foto dei “SLphotographers”.

 

GP: pubblichi anche in altre piattaforme oltre a Flickr?

 

NM: ho il mio sito web (www.nurmoo.com), ed ho provato con my space, ecc… C'è una grossa rete ora ma sinceramente ci vuole molto tempo per seguire tutto e tenere aggiornato tutto cosi preferisco Flickr e SL

 

GP: Il tempo è un limite real per adesso ancora imprescindibile :)

 

NM: Si infatti… poi mi piace l'idea che alcune cose si possano fare solo qui e trovare solo qui, anche se cerco sempre dei link con la RL

 

GP: Spesso e volentieri sei la protagonista assieme a Juju Dollinger dei tuoi lavori: immagini poetiche e sensuali che ricamano i corpi ritratti spesso in situazioni particolari.

La performance fa parte del tuo processo artistico?

 

NM: Per adesso è il mio vissuto qui. Sono i miei ricordi (sintetici), è quello che vivo.

Nelle mie foto cerco sempre la parte "umana " dell'avatar. Io e Juju spessso ci interroghiamo su quello che viviamo…

SL ha cambiato molto la mia vita RL. Infatti prima consideravo il mio avatar come una  possibilità altra, un mondo solo mio, ora questa percezione sta cambiando: Nur Moo è come una mia estensione, un modo di vivere meglio dei feelings particolari che prima rimanevano inespressi. Per questo dico che SL può anche avere una funzione terapeutica.

In RL le persone magari sono "costrette" in situazioni, mentre qui possono essere fortemente creative. Molti con cui ho parlato mi hanno detto che hanno scoperto qui una "ebbrezza " creativa che pensavano di non avere; quindi sono fortemente contro tutti quelli che demonizzano SL o la mostrano come una chat per ospedalizzati ,brutti ,problematici ,grassi, ecc…

SL è un mezzo. Tutto dipende da come viene usato. Io e Juju lavoriamo molto per usare questo mezzo nel migliore dei modi possibili.

 

GP: Un tema di scottante attualità è la perdita di tutto il materiale creativo al momento della “morte” dell'avatar...

Fra pochi giorni, (esattamente il 18 maggio) è stato indetto "Will your Work", un evento globale di protesta contro l'impossibilità di mantenere le proprie opere esistenti anche dopo la morte...Qual'è il tuo punto di vista?

 

NM: Questione difficile, perchè ho alcune idee in proposito, ma non politically correct, nel senso che non voglio urtare le sensibilità altrui. SL è un mondo virtuale. Esiste, ma non esiste allo stesso tempo, ed è velocissimo! Io non ho l'ossessione di "materializzare" per esistere. L'arte è essenzialmente un "concetto": vive fortemente nel mondo delle idee. Arte senza concetto è solo decorazione quindi non è importante conservare un oggetto perchè è in fondo "solo" la "rappresentazione" dell'idea. Quello che conta per me è l'essenza, meglio se immateriale. Da lì poi nasce tutto.

 

GP: Descrivici il progetto Poetik...

 è senza dubbio una delle land che più ai miei occhi si avvicina al concetto di opera d'arte, e architettura. Ma non solo…

 

NM: Il Poetik nasce da una necessità di "gioco", mia e di Juju. Quando ci siamo incontrati abbiamo passato ore a parlare di SL e delle sue possibilità e di quanto ne siamo "innamorati", ma ci sembravano sempre poco sfruttate con questa ossessione tutta umana di riprodurre la realtà. Qui possiamo volare, essere animali fantastici, ecc… invece molte espressioni artistiche in SL copiano situazioni reali: musei con scale, porte, corridoi…strade… Perchè? Qui non siamo in RL! Poca creatività essenzialmente nello sfruttare questo mezzo… Così abbiamo pensato di chiedere agli artisti di SL che ci facevano sognare di più di fare delle art installazioni e noi abbiamo organizzato all'interno di queste degli eventi video / musicali per rendere l'arte "live", viverci in mezzo.

 

GP: esperimento perfettamente riuscito se posso permettermi :)

 

NM: si infatti, è piaciuto molto…ahah non ci credevamo !

 

GP: Nel mondo globale dell'arte gli occhi dei pionieri stanno esplorando i vari passaggi di intermediazione tra real life e piattaforme virtuali e viceversa.

La Biennale di Montreal in RL dedicherà molta attenzione a questo tema...Tu hai già partecipato ad un esposizione "real" (“Rinascimento Virtuale” Firenze 2008). Quali sono i feedback di quell'esperienza?

 

NM: mah ti dirò… penso che l'Italia non sia "pronta" su questo tema.

In Italia c'è realmente un problema culturale: siamo molto poco open minded al momento, quindi la manifestazione era ben fatta, ma gli articoli sulla stampa… penosi! Tutti preoccupati di salvaguardare il RL business di una categoria. Nessuno ha colto l'importanza della questione, anche perchè l'arte ora ..siamo noi! (risata)

Sto scherzando, tuttavia penso davvero che dai mondi virtuali possano arrivare interessanti idee ma credo che all'estero lo possano capire meglio, per ora.

Quando vedo che ora in Italia e non, l'arte è in mano alle banche… alle fondazioni bancarie. Artisti liberi?(risata) Dove?

Poi fare arte in RL è impossibile…le solite logiche…è importantissimo il web, ora. E’ l'arte. Vedi ad esempio con You Tube la possibilità di fare machinima (abbreviazione gergale di machine animation) nei mondi virtuali…, film, video, musica, immagini… Tutti, con poco, possono fare delle cose. Questo è fantastico.


GP: Io, per esempio, ti ho appena fatto una foto :D

NM: ahahah!

G.B.

Nur Moo @:

www.nurmoo.com

www.flickr.com/photos/nurmoo

DayDreaming Magazine: “Ceci n’est pas Nur Moo” on “This is Life” May 2009.

www.ddmagazine.it/2009/numeri.2009/05may/moo.html

 

   
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 issue#4 April 2009    

DAYDREAMING MAGAZINE APRIL 2009 "Women in art"

http://www.ddmagazine.it/2009/numeri.2009/04apr/04apr.html

 


interamente dedicato all
’arte femminile con il contributo
internazionale di cinque artiste che esplorano differenti forme
dell
’immagine e del corpo


Al suo interno:

Kirsty Mitchell (UK)
Fashion designer appassionata di fotografia. Nel suo lavoro si avverte
la necessità di una continua sperimentazione poetica che intreccia
l
’espressione e la situazione del corpo ritratto in luoghi sospesi tra
il sogno e la realtà, resi magici da una brillante stesura e
composizione.

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Helena Mirosedina (Ucraina) “Metamorphosis abduction Europe” e “Mental
Constructions
” sono due serie che con ironia e umorismo reinterpretano
in chiave erotica sia le radici del mito occidentale (il ratto
d
’Europa) che l’inquietudine della modernità.

Patricia Anders (U.S.A) Le maliziose creature di questa talentuosa
pittrice colpiscono per la grazia e per la sinuosa inquietudine che
emerge dai loro corpi ricomposti, reinventati parrebbe, nelle viscere
di un laboratorio segreto, eppure al contempo dotate di tanta ironica
naturalezza.

Katia Chausheva (Bulgaria) la ricerca di questa fotografa indaga con
sguardo curioso nell
’intimità. Che siano tagli cinematografici o
composizioni pittoriche ciò che risalta è la nudità dei sentimenti e
la fragilità del corpo muliebre

Chiara Perini (Italia) artista italiana da anni ormai trapiantata a
Londra, ci propone olii e disegni a matita che ritraggono corpi e
ritratti di inquietanti donne-bambine che spiazzano lo sguardo.




“Women in art”, the latest release of DAYDREAMING MAGAZINE, is now
online and it's entirely dedicated to female art.

http://www.ddmagazine.it/2009/numeri.2009/04apr/04apr.html

featuring five international artists exploring different body shapes
with images with different styles.

Kirsty Mitchell (UK)
Fashion designer passionately fond of photography. In her works can be
felt the urge af a constant poetic experimentation, entwining
expressions and states of the portrayed bodies, caught in suspended
places between dream and reality, made magic by the brilliant weave
and composition.


Helena Mirosedina (Ukraine)
her two series
“Metamorphosis abduction Europe” and “Mental
Constructions
” are
reinterpreting both the roots of western myth (abduction Europe) and
the modern disquietude with mock-erotic humour.

Patricia Anders (U.S.A.)
a gifted paintress whose catty creatures strike with grace and with a
sensuous anxiety emerging from their recomposed bodies, apparently
reinvented in the bowels of a secret lab and nevertheless filled with
ironic truthfullness.

Katia Chausheva (Bulgaria)
whose photgraphy investigates the intimacy with curious glances,
depicts the nakedness of feelings and the frailty of the female body,
here with cinematic stills and there with pictorial compositions.

Chiara Perini (Italy)
An italian artist who moved to London some years ago; she brings forth
oil paintings and crayon drawings portraying bodies and faces of
unexpected childlike women wrong-footing the beholder.



CHIARA PERINI

 

 

Non so se nella sua storia di artista vengano prima gli oli o le matite. In entrambi i casi un critico provetto troverebbe percorsi e ascendenze mirabolanti, ma a me piace il gioco di assonanze e dissonanze.

 

Perché tanto “carucci” sono i bambini delle matite quanto sgraziati quelli martoriati dall’oli. Io guardo al problema tecnico: per esempio l’olio non si cancella ma si può solo modificare e allora Chiara rinuncia a stenderlo con l’attenzione della matita ma cerca altre potenzialità espressive. E poi l’olio non permette il tratto sottile e leggero della matita ma suggerisce la sfumatura, tenue o aspra. Chiara risolve il problema tecnico trasformando l’olio in un’arma feroce con cui supera il particolare nella foga espressiva di bambini che urlano e si dibattono per esprimere una violenta disperazione.

 

Qual’è la disperazione di questi bambini? Guardate gli abiti stritolanti come gabbie inattaccabili. E non pensate all’abito della prima comunione che nella sua candida grazia geometrica è piuttosto un omaggio alla severa e dolce sacralità umanistica di Antonello da Messina, ma alla bambina con la bambola che affida la sua ansia di vivere ai piccoli fiori colorati della ghirlanda, come un disperato messaggio nella bottiglia a un mare incolore, che non può che essere, tecnicamente guardando, minaccioso e infinito.

 
 

Il richiamo alla bad painting inglese di qualche anno fa va qui alle sue oscure radici. L’artista piega non solo una tecnica ma anche uno stile a ciò che le è più caro, alla ricerca di un carattere dominante come una colpa originale. Siamo lontani dall’ormeggio sicuro di qualsiasi isola culturale. Qui stiamo scendendo con Chiara nel ventre buio di una lontana educazione repressiva con enorme coraggio e sincerità. E’ la protezione dell’estetica ad aiutarla in questo difficile viaggio catartico che, come una tragedia greca, diventa paradigma dell’oggi. Ecco in che modo ci interessa la sua struggente testimonianza: nell’urlare che il passato non è poi così passato. Basta guardarci intorno.

 
 

Ma guardate bene le matite, perché esse hanno tutt’altro carattere. Qui la sofferenza è trattenuta a forza dai bei vestitini descritti con minuzia. Qui il dolore è ancora più forte che negli oli dove almeno i bambini si possono dibattere e urlare. Qui c’è una rassegnazione che solo la matita può esprimere e non per volontà dell’artista ma a causa della tecnica. La matita esige infatti il particolare e la precisione, cioè una capacità di concentrazione sul modo in cui il singolo segno può modificare l’intero ritratto da rendere l’esercizio del disegno simile a quello della meditazione.

 

E’ così che nel disegno non prevale un singolo moto, magari violento, dell’anima ma un equilibrio difficile e sofferto tra caratteri talvolta opposti. Dobbiamo amare il ricco vestito per dichiararlo prigione, e dobbiamo trovare la dolcezza dello sguardo prima di esprimere la sua disperazione.

 

Grande e difficile il disegno, ma certo non liberatorio come la pittura.

 

Cos’è allora che viene prima nella storia di Chiara? Ha iniziato a dipingere dopo aver molto disegnato? O viceversa ha dovuto urlare prima di meditare? Ma forse questi sono solo fatti suoi.

 

DD giochi d’inchiostro.
Reazioni a caldo del critico della montagna su alcuni artisti del DDMagazine di aprile

Mauro Tonini

   
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 Issue#3 March 2009    

 

DAYDREAMING MAGAZINE “ALL AROUND THE WORLD”

 

 

 

Al suo interno:

 ANDREY BARTENEV (Mosca, Russia): Performer, scultore, artista visivo e molto altro ancora, dagli spazi della Biennale alle strade di NY emerge con il suo universo caleidoscopico interpretando e stabilendo nuove connessioni tra la pop-art e le avanguardie russe

 AKA B (Milano, Italia): Illustratore dal graffio magistrale, di profondità e sensibilità non comuni. Dice di sé “È con infinita agape, molto più che schopenhaueriana, che ho compreso, senza per questo immedesimarmi, di essere di fronte a una platea di morti”. Prestigiose collaborazioni con Marvel, DC Comics e altre case editoriali contrassegnano il suo percorso.

  BOB FISCHER (San Francisco, USA): In arte Photomeister è un fotografo, artista e filmaker che non si adagia nelle mezze misure, basta osservare i suoi lavori, dai modelli che predilige alle tonalità spesso aspre e taglienti delle sue immagini, con poesia e ironia sovverte il concetto stesso di bellezza.

 CRISTINA BATTISTIN (Trieste, ITALIA): Giovane insegnante oltre che affermata artista. Una dichiarata passione per Giacometti e per il disegno. Sicuramente una delle realtà più interessanti del capoluogo giuliano.

  ANDREA ALVERA' (Trieste, ITALIA): Dalle file del Daydreaming Project, immagini fotografiche di un microcosmo denso di curiosità e purezza. Non importa quello che dice di sé: in Alverà c’è molto più di quello che appare… 



DAYDREAMING MAGAZINE's latest issue, “ALL AROUND THE WORLD”, is online.

Inside you have:

 ANDREY BARTENEV (Moscow, Russia): Performer, sculptor, visual artist and a lot more; his caleidoscopic world revolves from the spaces of the Venice Biennale to the streets of NY, establishing new connections with the russian avantgarde.
 

AKA B (Milan, Italy): Illustrator with masterful scrapes and uncommon deepness and sensitivity.“It's with infinite agape, further than schopenhauerian, that I discovered I was in front of a dead audience, without identifying with it” he said about himself.
Prestigious collaborations with Marvel, DC comics and other publishing houses, trace his path.

BOB FISCHER (San Francisco, USA) a.k.a. Photomeister. Photographer, painter, filmmaker. You can tell from his works that he does not live on hallway measures. Take a look at his models, at the acrid and cutting tones of his images, yet poetic and ironic, subverting the concept of beauty itself.

CRISTINA BATTISTIN (Trieste, ITALY): beside being a successful artist with a professed passion for drawing and for Giacometti's work, she's a young teacher. Surely one of the most interesting realities in the chief town of Friuli Venezia Giulia.

ANDREA ALVERA' (Trieste, ITALY): from the ranks of Daydreaming Project, photographic images of a microcosm fraught with curiosity and pureness. No matter what he says, there's more than what is shown...

Sergio Pancaldi



Questo numero del Daydreaming Magazine si avvale della preziosa collaborazione di Mauro Tonini, critico, regista cinematrogafico, che, in maniera non convenzionale, dopo aver sfogliato il DDmagazine ha inviato "a caldo" impressioni su alcuni degli autori esposti.

 

Grazie Mauro per l' interesse dimostrato!!!!

Nanni Spano



 

CRISTINA BATTISTIN

Non è un’arte pacificata la sua, ma un disegnare inesausto, che potrebbe non avere fine perchè un’espressione non è mai finita e immobile così come non può mai essere definitiva e rigida un’emozione nella vita reale.
Questa ricerca impedisce la canonizzazione, per cui ogni volto è totalmente diverso da tutti gli altri e non basterebbero tutti i volti del mondo a rappresentare lo sconcerto del nostro spirito di fronte dalla tragica bellezza del mondo. E’ un sentimento fatto di mille traiettorie dello spirito, che si possono definire solo nell’insieme dei moti di un’espressione che appare vaga e confusa ma è in realtà quanto di più preciso può essere reso all’occhio.

In questi disegni l’insistenza della linea, sottile come una lama, incide volti e oggetti senza pietà, muta meditazione sul mondo attraverso l’impressione che esso lascia sui corpi e che l’artista vede con dolorosa lucidità.

Questa è la condanna e insieme il ruolo sociale dell’artista, lo sciamano che aiuta noi ciechi a riconoscere il vero spirito delle cose.

C’è infatti una linea spirituale dell’arte contemporanea, fatta soprattutto di outsider: Morandi e Giacometti, ma anche Medardo Rosso, Bacon, Paladino. E non solo pittori o scultori, anche poeti come Campana: ognuno totalmente indipendente dagli altri ci fa vedere un percorso comune, un approccio, uno scopo, cui appartiene anche Battistini.

E’ un’idea di altri tempi, oggi preistoria in un mondo di artisti-star, ma forse nell’inflazione dell’arte come trovata ne sentiamo la mancanza.

Se ne potrebbero dire di cose su questo approccio tutt’altro che facile al mistero della vita, ma basta guardare le opere, e lasciarsi guardare da loro come muti sigilli.

 


 

 

ANDREA ALVERA’

Farebbero comodo ai disegnatori di Disney queste foto perché non colgono solo la meravigliosa e stupefacente vita della natura, ma fanno un, pur difficile, passo in più: come un lampo che non si ripeterà mai più, rivelano a noi caratteri ed espressioni che credevamo non potessero nemmeno appartenere a un modo che non fosse quello degli umani.

 
 
 

Lo scarabeo che traballa sul filo d’erba, la mantide che ci guarda sorpresa, il ragno che sfida il tempo fissandoci dal vuoto (o in quello che noi crediamo tale) dello spazio… questo è il nostro mondo e noi non lo sappiamo finché qualche artista non si prende la briga di documentarlo, senza respiro come nell’attimo teso del click fotografico.

 
 
 

Ma è tutto qui? No di certo. Questi animali hanno una storia come ognuno di noi e spetta alla fotografia rivelarne un pezzettino che, per quanto infinitesimo, è pur sempre tantissimo rispetto a quanto potremmo sapere in qualsiasi altro modo. E qui la magia della fotografia incontra la sapienza del fotografo che sa scegliere l’inquadratura, mai scontata e piatta, e l’attimo del click, non banale, della massima espressione nel minimo istante.

 
 
 

Perchè un gesto non è mai uguale a un altro e tocca all’artista scegliere quello giusto. E neppure uno sfondo può essere scambiato con un altro perché la farfalla appartiene al cielo, la lumaca vive del germoglio, e quale letto è più morbido di un fiore per un pomeriggio d’amore?

 
 
 

E’ questa una fotografia particolare, che non può scegliere l’attimo né la scenografia tra le forme del gusto corrente, ma deve adeguarsi alle necessità della natura, deve farsi osservazione pura, muta e dimentica di sé. Qui non c’è posto per facili soggettivismi; qui il fotografo deve diventare un po’ ragno, un po’ scarabeo, un po’ mosca.

 

E poi quegli occhi, che noi spesso non sappiamo nemmeno come sono fatti perché sono troppo piccoli per poter esser visti dal nostro sguardo distratto… quegli occhi sono il segno che queste foto non sono fatte solo per contemplare ma per comunicare, e per ricordare a noi che non siamo soli e che se esistiamo è forse grazie anche a ogni farfalla che porta ovunque i semi dei fiori.

 

E che dire dei colori brillanti che rendono magnifiche e degne dell’incanto del mondo anche le forme più mostruose?

 

C’è insomma da ridere, da ammirare ma soprattutto da sorprendersi di questi animali e del loro intento esistere, roba da fare invidia a molte nostre giornate uggiose.


 

ROBERT FISCHER

 
 

L’oro, la stoffa, i tatuaggi, il chiaroscuro delle scenografie non sono che aggettivi, sontuosi, di corpi già di per sé martoriati e tatuati dallo scorrere del tempo. C’è una morbosa insistenza sulla rovina che ricorda i tortuosi giochi formali di certa pittura barocca. Pensate a Rubens. Ma riguardate anche Rembrandt e ritroverete nella luce l’attimo infinitesimale del tempo che rivela all’improvviso il segno spaventoso del tempo sui corpi e sulle cose: il segno della storia.

 

Queste fotografie non sono semplicemente corpi, ma epifanie lussuriose di un mondo intero che nel suo disfacimento si fonde con la carne. E nella carne c’è il mondo e sembra che lo debba prendere tutto su di sé per poterlo vivere. Spuntano gli occhi, sempre vivi, quasi spiritati, di chi crede di poter dominare l’inesorabile decadenza anche quando questa lo ha completamente divorato.

 

O riflettono la luce, di quel caravaggismo che sarà poi carattere anche di certa fotografia, le forme già decadute non solo del flaccido corpo ma anche degli ottusi gesti: mangiare, guardare la tv, stare di fronte al fedele amico cane. E’ anche qui che talvolta il crudo tempo si rivela, prima che nei solchi del corpo. Come dire che bisogna stare attenti a non cedere alla morte la vittoria prima di aver combattuto e che forse televisione, cibo e facili affetti non sono alleati di questa lotta.

 

E la lotta, quando non è baroccamente aggettivata da stoffe, tatuaggi e oggetti magici, è tutta contenuta nell’assoluta geometria muscolare della vecchiaia, illuminata nell’unico modo possibile, come assoluta affermazione di sé, forse disperata, ma forte, fortissima.


 

DD giochi d’inchiostro.
Reazioni a caldo del critico della montagna su alcuni artisti del DDMagazine di marzo.
 
“Guardare (specie da dietro le sbarre)
è un po’ morire.”
Vanna Marchi rilegge Susan Sontag

Mauro Tonini

   
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 January/February 2009    

DDMagazine January February 2009

 

 

Prima uscita del 2009 di DDMagazine. Una sorta di "nuovo inizio" che porta con sè, oltre ad una maggiore scorrevolezza della rivista ed altre migliorie grafiche (grazie Emi)...

TOM HOOPS (fotografia - UK-ASIA)
ARCHAN NAIR (fotoillustrazione - INDIA)
DIEGO IAFCONCIC (pittura - ITALIA)
MATTEO NAZZARI (fotografia - ITALIA)
MARIO MACALUSO (fotografia) - ITALIA)

E' bene ricordare che una breve biografia degli artisti ed i relativi contatti sono visitabili nella sezione portfolio del magazine:

www.ddmagazine.it/potfolio.htm




First 2009 issue of DDMagazine is online. A kind of "new beginning" that brings more fluency
and some graphical improvements (thaks to Emilio), together with great stuff from...

TOM HOOPS (photography - UK-ASIA)
ARCHAN NAIR (photoillustration - INDIA)
DIEGO IAFCONCIC (paint - ITALIA)
MATTEO NAZZARI (photography - ITALIA)
MARIO MACALUSO (photography - ITALIA)

Remember that you can find further informations about each author in the portfolio section of the magazine:

www.ddmagazine.it/potfolio.htm

 

DDmagazine 2008
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